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La cucina mediterranea per eccellenza: la Puglia

I prodotti ottenuti dall’allevamento – carne e latticini – quelli dell’agricoltura – grano, pomodori e spezie – e la grande disponibilità ittica fanno della Puglia una punta di diamante dell’enogastronomia italiana. Scopriamo i 3 itinerari gastronomici da non perdere durante un viaggio in Puglia.

Parlando di itinerari enogastronomici non possiamo dimenticare la Puglia. Questa regione ricca di storie, ricette e tradizione rispecchia fedelmente i fondamenti della vera cucina mediterranea. I prodotti ottenuti dall’allevamento – carne e latticini – quelli dell’agricoltura – grano, pomodori e spezie – e la grande disponibilità ittica fanno della Puglia una punta di diamante dell’enogastronomia italiana.

La vita al mare si sa, mette un grande appetito, e tra un bagno e l’altro è necessario rifocillarsi a dovere per affrontare la giornata. Ci raccomandiamo di non fare il bagno nelle due ore successive dopo i pasti, nel nostro caso anche tre :)
Raccontare in poche righe la vastità della cucina pugliese non è impresa semplice ed abbiamo selezionato i 3 itinerari che non potete perdere se vi avventurate in un viaggio in questa regione.

BARI

Arrivando a Bari si respira subito aria di tradizione inoltrandosi ad Arco Basso tra i vicoli di Bari Vecchia. Oltre che ad una vasta scelta di prodotti tipici da forno tra cui spiccano la focaccia barese e i panzerotti, troverete le tipiche pastaie, intente a preparare le intramontabili orecchiette secondo la tradizione tramandata dalle nonne baresi.
Secondo questa ricetta l’impasto per le orecchiette deve essere fatto con semola di grano duro, un pizzico di sale e acqua calda precedentemente fatta bollire. Il passo successivo consiste nel “piegare” le orecchiette per dargli la tipica forma fondamentale per l’abbinamento con il sugo: più l’orecchietta sarà ruvida più sarà un tripudio di sapori una volta pronta ed abbinata al condimento.
Noi siamo andati sul classico ed abbiamo assaggiato quelle con le cime di rapa, ma in base alla stagionalità dei prodotti è possibile assaggiare delle ricette alternative: con la ricotta dolce, i funghi o una semplice e gustosissima passata di pomodoro.

ALTAMURA

Non lontano da Bari, nel territorio compreso tra i comuni di Altamura, Gravina di Puglia, Poggiorsini, Spinazzola e Minervino Murge avviene una delle produzioni DOP più antiche d’Italia: il pane di Altamura.
Alimento che trova le sue origini della tradizione contadina, il pane di Altamura veniva impastato dalle donne tra le mura domestiche e portato a cuocere in forni pubblici. La principale caratteristica di questo pane è la durevolezza, indispensabile per il sostentamento dei contadini nelle settimane che trascorrevano lontano da casa al lavoro nei campi delle colline murgiane.
Il pane di Altamura viene prodotto ancora oggi seguendo l’antica ricetta tramandata di generazione in generazione da contadini e pastori, sin dal Medioevo. Immutati nel corso dei secoli sono gli ingredienti – sfarinato di grano duro, lievito madre, sale e acqua -, così come il processo di lavorazione, articolato in cinque fasi: impastamento, formatura, lievitazione, modellatura, cottura nel forno a legna.

SALENTO

Immancabile tappa di un viaggio in Puglia sono le spiagge del Salento con le loro calette, la sabbia finissima a l’acqua cristallina. Tra un bagno e l’altro è necessario rifocillarsi a dovere e qui viene in soccorso la “friseddha”: definito “il pane dei crociati”, la frisella era la pietanza che garantiva il sostentamento ai militari in partenza dal porto di Otranto destinati a lunghi periodi fuori casa.
Pane fatto di grano duro, secco e disidratato la frisella viene abbondantemente bagnata con acqua fredda prima di essere condita a piacere con olio d’oliva, sale, origano e pomodori. La leggenda narra che nelle pause tra un bagno e l’altro nelle splendide acqua salentine, la frisella veniva bagnata direttamente nelle acque del mare.
Ai più potrà sembrare una semplice bruschetta ma la frisella rappresenta il simbolo della salentinità nel mondo e da piatto utilizzato quotidianamente nelle caldi estati salentine è diventato un alimento immancabile su tutte le tavoli pugliesi durante tutto l’anno.

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