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Apprendimento e crescita: ecco la cucina di Chiara.

Siamo stati a Milano a prendere un caffè con Chiara. Ne è uscita una bellissima chiacchierata dove ci ha raccontano la sua grandissima passione per la cucina sin di primi anni della sua infanzia fino al giorno in cui è approdata in Casa Gnammo. Buona lettura! :)

Ciao! sono Chiara e dall’ormai lontano 1978, anno della mia nascita, vivo a Milano, città che ho molto amato ma che ora lascerei per sperimentare una vita meno frenetica, meno comoda e più a contatto con la natura.
La mia passione per la cucina nasce da bambina ed è legata principalmente agli odori: mai dimenticherò o ritroverò il profumo del roast beef di mia mamma o delle polpette al vino di mia nonna; sono loro che mi hanno guidato in questo meraviglioso mondo. Già a nove anni ho chiesto a mia madre di lasciarmi ai fornelli e lei è stata molto brava a concedermi spazio: spazio fisico, spazio per sperimentare e per sbagliare (come quando ho preparato una terribile pasta al sugo di pomodoro con dei fagioli borlotti passati).

Nel tempo la passione è cresciuta alimentata da libri di cucina, riviste e grazie all’enorme fortuna di accompagnare i miei genitori a cene di lavoro in ottimi ristoranti sia a Milano che nel mondo. Penso di essere stata l’unica ragazzina a cui Aimo e Nadia, celeberrimi ristoratori stellati, mandavano il loro pane a casa, sapendo quanto apprezzavo la loro cucina. A livello scolastico però non ho mai pensato di seguire questa passione, iscrivendomi invece prima al liceo classico e successivamente ottenendo due lauree in pedagogia. Per dieci anni mi sono dedicata con impegno e amore alla cura e allo sviluppo di bambini con gravi disabilità e anche qui, come con i miei figli, la cucina è stata un grande supporto: travasi, manipolazione, osservazione, misure, attenzione….. la cucina è un fantastico strumento di apprendimento e crescita!

Quando mi sono imbattuta nella piattaforma di Gnammo vivevo un periodo in cui gli amici continuavano a spingermi ad aprire un ristorante o lavorare nel settore, ma la mia grande famiglia, con mio marito Simone e i nostri 4 figli, rendeva questa possibilità impraticabile: Gnammo ci è apparso subito il compromesso perfetto; anche se non si trattava di un lavoro vero e proprio avrei potuto continuare a svolgere le mie attività professionali, occuparmi della famiglia e dare libero sfogo alla passione culinaria.

Il mio primo evento è stato subito da cook, quindi non conoscevo il mondo del social eating o dell’home restaurant e mi sembrava un po’ strano che delle persone volessero pagare per venire a mangiare a casa mia; ho perciò optato per una motivazione maggiore “Vieni a festeggiare con noi il mio compleanno”, SOLD OUT! Un paio di giorni prima dico a mio marito “Beh…adesso cancello l’evento, questa gente non è normale a voler venire a festeggiare il compleanno di una sconosciuta! E poi io voglio che mi porti fuori a cena…”. Morale della favola: fu una serata indimenticabile e un compleanno davvero speciale.
Sono passati due anni da quel 24 febbraio e moltissimi Gnammers sono entrati in casa nostra, hanno partecipato alle nostre cene e sono diventati amici, così come altri cuochi con cui ci si scambia idee, progetti e ricette.

Personalmente le serate da Gnammers non sono in sostituzione alle cene al ristorante; io e mio marito abbiamo sempre il piacere di scoprire una trattoria tipica, una pizzeria o un ristorante top da sperimentare; però, altre volte, ci piace l’idea di andare a conoscere gente nuova nell’intimità di una casa che ci accoglierà sicuramente con cura e calore. Quando noi proponiamo un evento scegliamo di ritagliarci una serata per noi, senza figli, con lo scopo di aprire casa nostra a persone probabilmente mai viste prima, ma che vogliamo far sentire a casa loro, fare stare bene. I menu sono sempre diversi, ma sempre molto curati sia nella scelta delle materie prime che nella presentazione; pane, focaccia, crema di limoncello sono sempre di nostra produzione e molto, molto graditi! Inoltre io e mio marito ci sediamo sempre a tavola con i nostri ospiti, perchè ci teniamo molto a partecipare alle conversazioni, raccontare e condividere le esperienze, conoscere chi, fra le molteplici possibilità, ha scelto noi.

Spesso ci chiedono come facciamo a fidarci o se non siamo preoccupati per il fatto di non sapere chi arriverà in casa, ma davvero il problema non sussiste e non solo per la possibilità di leggere i feedback di chi ha già partecipato ad almeno un evento; persone asociali, introverse, poco propense a relazionarsi positivamente non prendono neppure in considerazione di partecipare a questa esperienza. E così l’unico rischio è fare le ore piccole o accorgersi tardi di aver bevuto troppo!
Diventare Gnammers è una splendida occasione per coppie o single che desiderano ampliare la loro rete di conoscenze, farsi nuovi amici o, perchè no, trovare l’amore, ma è anche un modo per gustare ottimi piatti, mettersi in gioco e trascorrere una serata all’insegna del divertimento e della risata contagiosa. Per chi volesse invece cimentarsi come cook si aprirà un mondo ricco di soddisfazioni, non bisogna avere fretta però; all’inizio sarà più semplice partire con menu a prezzi contenuti perchè l’importante è incominciare a raccogliere feedbacks e farsi conoscere.

Gnammo è la più bella delle community perchè unisce il fantastico mondo del cibo alla riscoperta della convivialità e di una dimensione sociale fatta di voci, sorrisi, sguardi e reale contatto. In un momento sociale in cui gli strumenti a nostra disposizione tendono ad allontanare, Gnammo avvicina, e spero che sempre più persone vi aderiscano per assaporare il gusto di una buona cena in ottima compagnia.

Chiara Comotto
La cucina di Scresolum

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