Il social eating come scambio culturale: vi presentiamo Claudia. | Grammo : il magazine di Gnammo

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Il social eating come scambio culturale: vi presentiamo Claudia.

Mi presento: sono Claudia, Cillaria, nata a Roma ma vissuta un po’ al Sud e un po’ al Nord, ora quasi stabilmente in campagna vicinissimo a Roma. Quasi, perchè spesso torno nella città natale con cui ho un bel rapporto di amore/odio. Il mio sogno è quello di vivere in un paesino a pochi passi dal mare, e visti i quasi 20 cambi di casa della mia vita non è detto che non ci riesca.
Avrei voluto fare la contadina, la pittrice, l’architetto, la cuoca e la cantante, andare per mare in barca e gestire un posto dove si potessero organizzare eventi culturali e mangiare. Più o meno ho fatto tutto!

Il tuo eroe preferito?
Super Pippo, ovvero il potere del cibo: mangia una nocciolina e diventa un supereroe.

Perchè ti sei iscritta a Gnammo?
Cercavo una piattaforma che mi aiutasse a gestire cene e pranzi da fare in casa e aperti a tutti ho cercato nel web e ho scoperto la più importante in Italia.

Cosa ti aspetti da un evento Gnammo?
Socialità e confronto la possibilità di entrare in contatto con realtà differenti al di fuori della routine delle proprie conoscenze.

Come è andato il tuo primo evento?
Sono passati due anni, non ricordo granché, so che era il giorno di San Valentino ed avevo deciso di esordire con un menu particolare a base di cioccolato, presente in tutti i piatti. Ho faticato un po’ con le prenotazioni, ero poco pratica ma alla fine è stata una buona esperienza.
Invece la prima volta che ho deciso di organizzare un pranzo, essendo una “tiratardi”, quando ho sentito squillare il campanello alle 12,20 dovevo ancora docciarmi, mettere in forno il pane e finire di apparecchiare. Mi ha salvata il mio compagno che galantemente ha accompagnato le due ospiti al mercato contadino e mi ha permesso di recuperare :D

ll tuo piatto preferito da cucinare?
Non ho un piatto preferito, mi piace cucinare e basta, però mi danno molta soddisfazione gli impasti lievitati a lungo, quelli che si chiamano i “grandi lievitati” e riesco a svegliarmi anche alle 4 di notte se ho un lievito “impossibile” da governare.

Perchè tante altre persone dovrebbero scegliere di unirsi alla nostra golosissima community?
Perchè è una esperienza molto positiva e nuova, siamo abituati a mangiare in famiglia oppure al ristorante (personalmente mi piace molto) ma non ad entrare in una casa sconosciuta e mangiare con loro il cibo.
Per me non è un viaggio riuscito se non sono riuscita ad entrare in una casa invitata a gustare cibi locali: solo così posso dire di aver conosciuto quel paese, il cibo è cultura.

3 consigli utili per chi volesse iniziare ma ha ancora qualche dubbio:
-primo: non è un lavoro ed è divertente
-secondo: affidandosi ad una piattaforma come Gnammo che ti permette di verificare chi entrerà in casa tua.
-terzo: non è una gara tra chef , ognuno dovrebbe fare quello che sa fare meglio e le è più congeniale. Anche solo una buona bruschetta, l’importante è metterci le cose buone.

Cosa non deve mai mancare in cucina…e in tavola?
l’olio buono, le verdure di stagione , le erbe, la planetaria e l’abbattitore. E in tavola? Tanta gente di buon appetito e ben disposta, solo in questo modo è possibile vivere l’atmosfera del #SocialEating tra condivisione, buon cibo e socialità.

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