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Ep.9 – L’angolo del sommelier – il vino raccontato da Fulvia

Per il nono episodio della rubrica di Fulvia, l’angolo del sommelier, voliamo in Sardegna alla scoperta del Carignano.

Siamo nella zona sud occidentale della Sardegna, precisamente nel Sulcis in provincia di Cagliari, nei comuni ricompresi nell’Alto Sulcis, conosciuto per il Parco Minerario e del Basso Sulcis con l’sola di Sant’Antioco e San Pietro.

Chi conosce queste zone capirà che il vitigno del Carignano è un vitigno resistente ai venti ricchi di salsedine, tanto da crescere in terreni poco fertili e sabbiosi, come ad esempio nell’Isola di Sant’Antioco, dove è stato possibile mantenere la coltivazione della vite “a piede franco”, in quanto inattaccabile dalla “filossera”, dalle sue uve si ricava un vino “il Carignano del Sulcis”.

Sulle origini del Carignano si fanno molto ipotesi, ma fra tutte la più accreditata fa risalire la sua origine ai Fenici, popolo di grandi navigatori, che lo avrebbero portato in Sardegna e in molti paesi del bacino del Mediterraneo; altri sostengono che sia stato introdotto nell’Isola, dagli Spagnoli durante la prima dominazione spagnola. Questa seconda ipotesi trova conforto anche nel nome iberico con cui l’uva Carignano viene chiamata ossia “Axina de Spagna” ovvero “Uva di Spagna”.

Il carattere “isolano” del vitigno, lo ha reso per anni sconosciuto al mondo dei grandi vitigni nazionali ed internazionali; il vino prodotto veniva usato solo ed esclusivamente come vino “da taglio”, la sua rinascita avviene intorno agli anni settanta grazie all’impegno di alcuni produttori locali e ad un grande enologo, Giacomo Tachis, riuscendo ad ottenere da questo vitigno selvaggio, un grande vino “il Carignano del Sulcis“, capace di imporsi sia in Sardegna che sui mercati italiani, con il conferimento della DOC avvenuto nel 1977. Oggi il Carignano del Sulcis è diventato simbolo di un territorio. Con l’Associazione “Strada del vino Carignano del Sulcis”, è possibile percorrere un tour enogastronomico e culturale attraverso visite e degustazioni nelle migliori cantine del Sulcis.

Il vino si presenta con un bel colore rubino scuro tendente al granato, al naso si percepisce un bouquet ricchissimo e intenso, con sentori di prugna cotta, frutta secca e marasche, con note di mallo di noce. Al palato si propone con un gusto secco e sapido, pieno e ben strutturato, con tannini solidi; si abbina ottimamente ai piatti di carne della tradizione sarda come il capretto al forno con patate, agnello con carciofi, al “porceddu” maialino da latte al forno o al pecorino stagionato.

Vi aspetto ad aprile con un vitigno ed menu tutto “pasquale”.

Un saluto a tutti.
Da Fulvia

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