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Ep. 9 – L’angolo del sommelier – il vino raccontato da Fulvia

Il secondo livello del corso per Sommelier presso la Fondazione Italiana Sommelier di Roma, prevede come oggetto di studio “I vitigni e il territorio”.

Ricordo che una lezione tra tutte, catturò particolarmente la mia attenzione: fu quella dedicata alla Sicilia.
La nostra docente, la grande Daniela Scrobogna, riservò per noi una sorpresa: durante la lezione, improvvisamente furono spente le luci nella sala e sulle note di “Dark side of the Moon” dei Pink Floyd, apparvero sullo schermo, le immagini di un’eruzione dell’Etna, in tutta la sua potenza e il suo fascino. Con questa introduzione spettacolare capì che eravamo di fronte ad un territorio unico e particolare e che i vitigni dell’Etna, meritavano un discorso a parte. Fui conquistata da quel paesaggio e fu così che l’estate successiva organizzai una vacanza nella “Sicilia dell’Etna”. Tra vitigni secolari di Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Carricante, coltivati a 800 mt. di altezza……ebbi così la possibilità di conoscere quel territorio impervio, fatto da agricoltori eroici, che da decenni all’ombra del “Mungibeddu” produco il vino.

Come avrete capito il vitigno del mese è un vitigno dell’Etna, il “Carricante“, un autoctono a bacca bianca che costituisce la base principale dell’Etna Bianco Doc. Un terroir straordinario, capace di produrre vini di grande raffinatezza, lo stesso “Mario Soldati” nel suo viaggio effettuato a metà degli anni ’60 “attraverso l’Italia alla ricerca del buon vino”, ne rimase affascinato. Inconsapevole assaggiò un bianco prodotto da un’azienda vinicola a Milo, un paese alle pendici dell’Etna, a 750 mt. sul livello del mare e ne fu catturato. Il paesaggio è caratterizzato da toni forti: terra scura, lava, roccia, vecchie vigne quasi tutte a “piede franco”. La forte escursione termica e la brezza marina, donano ai vini profumi ed aromi intensi.

Il Carricante è un antico vitigno a bacca bianca da sempre coltivato sulle pendici del vulcano, soprattutto alle altitudini più alte. Il suo nome deriva dall’espressione siciliana “u carricanti”, che sottolinea l’abbondante produzione delle sue piante, capaci di riempire i carri d’uva. È tradizionalmente coltivato secondo “l’uso ad alberello” , su suoli di sabbie vulcaniche ricche di minerali. In passato, il Carricante era spesso vinificato in uvaggio con altri vitigni coltivati sull’Etna, come Catarratto, Minnella bianca e Inzolia. Oggi viene sempre più spesso vinificato in purezza e grazie alla sapienza degli enologi, le sue caratteristiche vengono esaltate al meglio, facendo dell’ “Etna Bianco” DOC, un vino di gran classe.

Il vino si presenta con un colore giallo paglierino pallido, con riflessi verdolini. Il profilo olfattivo è elegante, con delicati profumi di zagara e fresche note di frutta bianca, mela, agrumi e sfumature di anice. Al palato colpisce per un fresca acidità, un buon corredo di aromi fruttati e una piacevole sapidità finale. È un vino di buona struttura e longevità, che si presta sia all’affinamento in acciaio, per esaltare la freschezza e la fragranza, che al passaggio in legno, per privilegiare le caratteristiche di complessità e morbidezza. A tavola si abbina perfettamente con la cucina tradizionale del territorio, come ad esempio il “Macco di fave” con finocchietto selvatico, al pesce spada, al pesce al cartoccio e ai carciofi.

Non poteva mancare a completamento del mio viaggio un appuntamento Social “A Casa di Fulvia” con un menu siciliano. Curiosate nella sezione “Mangia”, troverete il mio “Ciuri-Ciuri

Un saluto a tutti.
Fulvia

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