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Ep. 18 – l’angolo del sommelier – Lacrima di Morro d’Alba!

Torno sempre volentieri nelle Marche, in  questa splendida regione a metà tra colline verdi e mare, dove la storia  è presente nei borghi  incontaminati, dove la solerzia e la tenacia dei marchigiani hanno  fatto dell’artigianato uno dei fiori all’occhiello dell’eccellenza italiana. In questo mosaico ordinato di verde e di azzurro,  nella provincia di Ancona a soli 10 km. dal mare, nei Comuni di Morro d’Alba, Monte S.Vito, S. Marcello, Belvedere Ostrense, Ostra, si coltiva il “Lacrima di Morro” o “Lacrima di Morro di Alba D.O.C.“, dal quale si ricava un vino conosciuto sin dai tempi remoti: “Lacrima di Morro D.O.C.“. :)

La prima citazione storica riguardante i vini di Morro d’Alba l’abbiamo grazie a Federico Barbarossa, che già nel 1167, durante l’assedio di Ancona,  scelse Morro d’Alba  come dimora e riparo. Gli abitanti furono costretti a cedere all’imperatore le cose più buone e prelibate, tra cui il famoso succo d’uva di Morro d’Alba: il “lacrima di Morro”.  Il  vitigno “Lacrima di Morro” deve il suo nome (come per gli altri vitigni che hanno la radice dal nome “lacrima”) ai suoi acini, in quanto provvisti di una buccia spessa  ricca di polifenoli che, a  maturazione, possono talvolta fendersi lasciando gocciolare (lacrimare) il succo in esse contenuto.

Il “Lacrima di Morro” è un vitigno autoctono semi-aromatico a bacca rossa, caratterizzato da profumi floreali, in particolare di rosa. Il vino “Lacrima di Morro d’Alba” o “Lacrima di Morro”  si presenta al bicchiere con un colore rosso rubino intenso con evidenti sfumature violacee. E’ conosciuto come vino giovane, ma è capace  di “invecchiare” magnificamente, mutando nel bouquet olfattivo: dai toni delicati e vinosi  a frutti rossi e leggere note speziate,  da more di rovo a note floreali di violetta. I tannini sono delicati e presenta una buona acidità e freschezza.  Attualmente esistono versioni con caratteristiche olfattive complesse dettate da tecniche di affinamento in “barriques”.

Il vino “Lacrima di Morro” è stato per anni “dimenticato”,  lasciando il posto ad altri vini imposti da scelte orientate al mercato internazionale. Il merito della sua “rinascita” spetta ad alcune piccole realtà vinicole, le quali, con passione e solerzia, hanno proseguito la coltivazione tradizionale verso un approccio moderno e ambizioso. Nel 1985 alla “Lacrima di Morro” venne attribuita la D.O.C. .

A tavola si abbina perfettamente con i piatti tipici  ed eccellenze gastronomiche della grande  tradizione marchigiana,  come  il salame lardellato di Fabriano, salame ciauscolo,  la “casciotta di Urbino”, i primi piatti al ragù con animali di basso cortile, piatti a base di carni bianche, alla “pasta di Campofilone”  e vellutate di legumi. Pur essendo un “Rosso“,  grazie alla sua freschezza e alla leggerezza dei suoi tannini, si abbina perfettamente  anche ad alcuni antipasti marinati a base di pesce azzurro o  ad alcuni tipi di brodetto di pesce all’anconitana. La versione “Passito” è un ottimo accompagnamento al dessert.

Se vi ho incuriosito, vi aspetto “A Casa di Fulvia” per il mio prossimo evento di #socialeating, dove  insieme viaggeremo per le Marche inebriati dai profumi enogastronomici marchigiani.

Un caro saluto.:)

Fulvia

 

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