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Ep. 15 – l’angolo del sommelier – il vino raccontato da Fulvia

Il Moscato d’Asti DOCG

Con dicembre inizia il periodo delle feste: Natale, Capodanno, Epifania, per me, che in fondo sono rimasta una bambina, il periodo piu’ bello dell’anno!

Inevitabilmente, quando si parla di “festa” si pensa alle pantagrueliche tavolate della Vigilia, del 25 dicembre e di fine anno, associando alla festa le “bollicine“: Spumante, Franciacorta, Prosecco, Champagne o il Moscato d’Asti.

Ed è proprio del Moscato d’Asti che voglio raccontarvi. Ho iniziato ad interessarmi al Moscato d’Asti e ad apprezzarne le qualità durante il corso per Sommelier, grazie al mio docente il buon Luciano Mallozzi, il quale ne è un grande estimatore.

Il Moscato d’Asti viene prodotto dal Moscato bianco. Da non confondere con l’Asti Spumante, che pur facendo parte della stessa denominazione ed essendo entrambi espressioni dello stesso vitigno, sono due vini totalmente diversi: il primo è uno spumante il quale subisce la “presa di spuma”, il secondo è caratterizzato da una leggera frizzantezza tipica del vitigno.

Il Moscato bianco è uno dei vitigni più antichi al mondo. Numerose testimonianze ne certificano la presenza già ai tempi degli antichi greci e romani, soliti accompagnare le abbondanti libagioni col famoso Muscatellum.

Il Moscato bianco successivamente ha trovato in Piemonte, nelle terre comprese tra Alessandria, Asti e Cuneo, le condizioni climatiche e ambientali ideali per prosperare. Nell’astigiano la produzione artigianale del Moscato è stata portata avanti dalle famiglie contadine per secoli ed ancora oggi, nonostante le competenze raggiunte in campo enologico e l’utilizzo delle tecnologie più moderne, resta ancorata alla propria terra, alle tradizioni contadine e al duro lavoro nei vigneti in collina. Per garantirne l’autenticità e valorizzare l’immagine di questo straordinario vino, nel 1932 viene istituito il “Consorzio dell’Asti“, comprendendo sia  il celebre Moscato d’Asti che lo Spumante d’Asti, prodotti esclusivamente con uve da Moscato Bianco in purezza. Nel 1967 sono state riconosciute la DOC e nel 1993 la denominazione DOCG.

Al bicchiere si presenta di colore paglierino giallo piu’ o meno intenso, brillante,  il perlage è fine e persistente. Al naso una netta ed intensa aromaticità, note di lampone bianco, pesca bianca, salvia. Al palato dolce, aromatico e con una piacevole freschezza.

Si abbina perfettamente  con la  pasticceria secca, amaretti, dolci farciti con crema pasticcera o chantilly, ad un panettone o pandoro. E’ piacevole con i formaggi erborinati e con l’insalata russa, in questa duplice “veste” di vino da aperitivo e da dessert. Un piccolo consiglio: servite il Moscato d’Asti ad una temperatura di servizio di  6/8 gradi, ne apprezzerete il gusto, invogliandovi ad aprire una seconda bottiglia!

E per concludere nel piu’ tradizionale dei modi:

Auguri a tutti per sereno Natale e un felicissimo anno nuovo!

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