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Ep. 12 – l’angolo del sommelier – il vino raccontato da Fulvia

Bentornati!

Con settembre riprende il nostro appuntamento mensile con il vino ed eccomi qui a raccontare di un nuovo vitigno autoctono e del suo territorio. E’ la meravigliosa isola di Ischia, la nostra meta, dove l’azzurro del mare si unisce al verde della sua terra. Veniamo catturati dalla bellezza già all’arrivo quando dal vaporetto si delinea il suo profilo con il Monte Epomeo che la sovrasta e i colori delle case dei comuni di Ischia Porto, Casamicciola, Lacco Ameno, Forio, Serrara Fontana e Sant’Angelo.

L’attività vulcanica nel corso dei secoli ne ha determinato la sua conformazione e ha reso il terreno particolarmente fertile, il clima mediterraneo ha fatto il resto, permettendo la coltivazione della vite sin dagli antichi Greci. Furono proprio gli antichi Greci ad eleggere Ischia come terra “vocata alla vite” ed è grazie a loro che in quest’isola si coltivano da oltre duemila anni vitigni come il Biancolella, la Forastera a bacca bianca ed “Per” e Palummo”- Piedirosso (in italiano Piede di Piccione chiamato così per la forma del traliccio della vite) a bacca rossa.

Ma non è soltanto grazie alle particolari condizioni del terreno e climatiche che ad Ischia si continua a produrre dell’ottimo vino, il merito spetta soprattutto ai piccoli e medi produttori che con tenacia ed “eroismo” hanno continuato la coltivazione delle vite per secoli in piccoli appezzamenti di terreno a picco sul mare, dove la raccolta avviene esclusivamente “a mano”. Le uve vengono raccolte in ceste di vimini e trasportate a spalla su sentieri impervi fino alle cantine per poi essere lavorate. Tutto questo ha un valore aggiunto nel vino ischitano e lo si percepisce già al primo sorso.

Il mio primo approccio con i vini d’Ischia è avvenuto con il Biancolella della nota azienda vinicola ischitana. Durante la degustazione in cantina ne rimasi entusiasta e da allora lo propongo abbinandolo a menu’ di pesce. Il Biancolella viene vinificato sia in purezza che in assemblaggio con altri vitigni per far parte di numerose denominazioni di origine campane, il Campi Flegrei DOC, il Capri DOC, il Penisola Sorrentina DOC, il Costa d’Amalfi DOC ma soprattutto il DOC Ischia. Si presta anche a versioni spumantizzate con percentuali di Forastera.

In purezza si presenta con bel colore paglierino con sfumature verdoline. Al naso prevalgono note di fiori e frutti bianchi, di erbe aromatiche con finale di agrumi. Al palato risulta fresco, con una sapidità e mineralità ben bilanciata. Negli abbinamenti il Biancolella è un buon vino a tutto pasto, ideale per i primi al pesce, i crostacei o i pesci saporiti come le alici. Ottimo anche con i frutti di mare, vongole e pesci di una certa importanza, ma trova compagnia in tavola anche con i formaggi delicati e la mozzarella e per questa sua versatilità diventa anche un piacevolissimo aperitivo.

Per la mia cena social lo propongo in abbinamento a piatti di pesce come gli involtini di melanzana e sgombro, una crema di piselli con burrata, gamberi e tarallo, ad un primo di gnocchetti pomodorini cozze e vongole, ai polpetti “alla luciana” con contorno di patate all’olio e ai peperoni ripieni di mollica di pane, pomodori, olive, capperi e alici sott’olio. Piatti della tradizione mediterranea per un vino mediterraneo.

Volevo chiudere ricordando gli ultimi eventi che hanno riportato Ischia all’attenzione di tutti noi, il terremoto di poche settimane fa, invitando a non spegnere i riflettori su un’isola bellissima e su una popolazione coraggiosa e orgogliosa di appartenere ad un territorio unico al mondo.

Al prossimo mese, un saluto
Fulvia

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