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Ep. 10 – L’angolo del sommelier – il vino raccontato da Fulvia

C’era una volta…

e c’è ancora, un paese incantato situato nell’entroterra della Riviera ligure di Ponente dove il tempo sembra essersi fermato. Sorge ai piedi di un Castello nel XII secolo, attraversato dal torrente Nervia che scorre lento e che per secoli ha alimentato le fontane del borgo e irrigato gli orti, dove è presente un elegante ponte fatto a “schiena d’asino” che collega il quartiere “Terra”, più antico, all’altra parte del paese, rendendo lo scenario estremamente suggestivo. Questo luogo da fiaba è Dolceacqua, in provincia di Imperia, quella zona ai confini con la Francia, chiamata prima del 1860 ”Contea di Nizza”.

Sulle colline terrazzate, sostenute da muri in pietra a secco, sul poco terreno esistente, si coltiva da secoli, grazie alla tenacia dei contadini liguri, un vitigno a bacca rossa unico: il Rossese, dal quale si produce il vino rosso più famoso della Liguria: il Rossese di Dolceacqua.

La storia della vite in Liguria ha origini antichissime, alcuni studiosi riconducono la presenza nel territorio già in epoca etrusca e successivamente, grazie all’espansione commerciale ellenica lungo le coste del Mediterraneo, venne coltivata in Liguria dai primi coloni come testimoniano le colture ad alberello attualmente usate. Le viti sono coltivate in zone impervie, dove tutte le operazioni al mantenimento e alla raccolta sono necessariamente manuali, ciò ha comportato spesso il rischio di abbandono delle terre o la sostituzione della vite con la floricoltura, meno faticosa e forse più redditizia..I produttori del Rossese di Dolceacqua sono per lo più piccoli produttori, con produzioni annuali modeste che rendono il Rossese un vino di nicchia, di difficile reperibilità fuori dall’area di produzione.

Il Rossese di Dolceacqua, ha meritato l’appellativo di D.O.C. nel 1972, da disciplinare i comuni interessati alla produzione sono 14 distribuiti lungo la Val Nervia e la Valle Crosia ad un’altezza che va dai 300 ai 600 s.l.m. Le caratteristiche del vino rispondo al territorio, una buona esposizione e la brezza proveniente dal mare, favoriscono un bagaglio di aromaticità accompagnato da acidità e freschezza, con tannini eleganti di corpo che si evolvono verso maturazioni longeve. Il vino presenta un colore rosso rubino tendente al granato nell’ invecchiamento. Al naso si percepiscono sentori di rosa, di viola e ribes. Al palato è morbido, caldo, avvolgente con una bella aromaticità e una nota amarognola dovuta ai tannini, confermando la buona capacità all’invecchiamento.

La riviera ligure di Ponente è famosa anche per la coltivazione dell’olivo, famosa è l’oliva Taggiasca che permette la produzione di un olio extra vergine eccellente e ricercato. Come è consuetudine nella mia rubrica, a conclusione di questo percorso enologico, propongo il menù in abbinamento al Rossese di Dolceacqua e ai prodotti del territorio della provincia di Imperia.

Il mio evento social dal titolo “Dalle Rose al Rossese” ci porterà in questo meraviglioso angolo d’Italia, dove gusteremo i crostini caldi con pomodori secchi e il Brusso, un formaggio di capra fresco e delle bruschettine di olio EVO monocultivar da olive taggiasche il piatto principale saranno i taglierini al verde con borragine fatti in casa conditi con una sarsa de noxe (salsa di noci home made), il coniglio alla Ligure sarà il nostro secondo e il Cundium (insalata con pomodori cuori di bue, cipolle, peperoni crudi, olive taggiasche, alici sott’olio molto simile all’ insalata nizzarda) sarà il contorno. Per finire in bellezza le pesche della Riviera al forno accompagnate da uno squisito zabaione saranno il nostro dessert, il tutto accompagnato da un buon Rossese di Dolceacqua D.O.C…e da un passito ligure d’eccezione.

Sono riuscita a farvi venire l’acquolina? Vi aspetto allora “A Casa di Fulvia” con il menù della Riviera ligure di Ponente, tanti amici e allegria!

Buona vita a tutti.
Fulvia: https://gnammo.com/fulviamaison

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