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Come sopravvivere ai pasti natalizi: guida pratica

Nonostante il Natale sia vettore di stupendi concetti come pace, gioia amore, nel nostro profondo, tutti un po’ lo temiamo. Siamo consapevoli del fatto che dentro di noi ci sia un piccolo Grinch, che ogni anno costantemente teniamo a bada… E non dite di no, sappiamo che ci sarà sempre qualcosa che vorrete evitare a Natale: per questo oggi vi forniremo la nostra guida pratica per sopravvivere al Natale.

– L’interrogatorio: come da tradizione, Natale è un po’ l’incubo dei single, soprattutto per la spropositata mole di domande che viene dispensata da nonna & Co. I quesiti sembrano ripetitivi nella forma, ma in realtà sono frutto di un elaborato studio semantico, atto a captare il maggior numero d’informazioni a seconda della tonalità in cui la domanda è posta e dalla mimica facciale dell’interrogato (tipo macchina della verità). In generale le domande sono le seguenti: “E il/la fidanzatino/a ?” ; “Ti vedo sciupato, mangi abbastanza?” ; “Cosa fai a capodanno ?” ; “E il lavoro/scuola/università?”. Insomma, tutte cose di cui si ha voglia di parlare nel periodo in cui, teoricamente, dovreste prendervi una pausa dallo stress della vita di tutti i giorniLa soluzione? Annuire e mentire spudoratamente, se sarete fortunati, sfuggirete al giudizio della nonna.

– Le abbuffate: dovete sapere che le abbuffate natalizie della vigilia e del giorno di Natale, sono ormai state riconosciute come disciplina olimpica. Per tale motivo, è doveroso consigliarvi di preparare il vostro stomaco all’ingente quantità di cibo che si presterà a ricevere. Bisogna che iniziate ad allenarvi almeno una settimana prima, sfruttando le cene aziendali. Strafogatevi fino a scoppiare, di modo che le pareti del vostro stomaco si allarghino adeguatamente per i “big match”: cena della vigilia e pranzo di Natale. Lo sappiamo, la pressione mediatica sarà asfissiante, ma i veri campioni danno il meglio nei momenti critici. Non potete assolutamente farvi cogliere impreparati ad un evento sportivo di tale portata!

– Parenti serpenti: quante volte avete provato ad organizzare il cenone della vigilia, sperando che quel cugino o quella zia che proprio non sopportate desse forfait? E quante altre volte ve lo/la siete ritrovati seduti davanti a voi a tavola? Questo problema è difficilmente risolvibile, salvo che non si voglia emarginare totalmente i parenti in questione dalla vostra famiglia. L’unico consiglio che possiamo darvi è di cercare subito di accaparrarsi il posto più lontano da loro a tavola, sperando che la nonna si accolli a loro tartassandoli di domande, che neanche nei peggiori interrogatori della CIA.

– Bevi responsabilmente: non esiste abbuffata senza un buon vino natalizio. Attenzione però a non alzare troppo il gomito, a tal proposito non sono nuovi scenari grotteschi come: nipoti che giocano a  cricket con la dentiera del nonno; karaoke improvvisati nel pieno della messa natalizia; nonni che si credono imperatori, con stampelle al posto delle sciabole e girelli come cavalli alla conquista di case di riposo sconosciute. Credeteci non è solo fantasia, si parla di famiglie distrutte per una briscola andata male, un “AMBO!” urlato in ritardo o semplicemente un bicchiere di vino non versato al nonno. Insomma, state attenti a quanto bevete e soprattutto a cosa bevete.

– I cuginetti barbari 😉  Dante diceva “Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini”. Evidentemente non ha conosciuto i fanciulli di oggi. E’ difficile dare una definizione a questi strani esseri, si presentano, per lo più, al pranzo natalizio sotto forma di teneri e candidi cuginetti illuminati dalla luce di Dio. Tuttavia, dopo l’apertura dei regali avviene una mutazione genetica, di cui la scienza non sa ancora dare risposta. Gli esseri in questione dopo aver aperto il primo regalo si tramutano in leggendarie bestie metà Playstation e metà vichinghi. Si dice che questa particolare etnia presenti i tratti più forti delle razze di cui è composto: tali esseri, infatti, sono in grado con una mano di giocare alla console e con l’altra di provocare sanguinose razzie tra quelli della loro specie. Le cronache narrano che questo rozzo popolo attui tutt’oggi la legge del taglione e che solo alla presenza del loro “santo padre” termineranno la loro escalation di violenza composta da saccheggi e faide familiari. Dante va rivisitato, secondo noi del paradiso ci sono rimasti: le stelle, i fiori e le lasagne della nonna!

Cari Gnammers, speriamo che questa goliardica rivisitazione del Natale vi sia piaciuta. Noi del Team di Gnammo cogliamo l’occasione di farvi tantissimi auguri di un Natale ben più sereno di quello descritto in precedenza 😀

Mi raccomando, raccontateci com’è stato il vostro Natale e, se siete sopravvissuti, inviateci le foto dei vostri pasti Natalizi…siamo curiosi 😉

Buone Feste dal Team Gnammo!

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